la polacca

Dicono che la sua origine fosse austriaca, un dolcetto chiamato in tedesco “kipferi” (mezzaluna), forse per ricordare l’assedio ottomano di Vienna.
Con tanto burro in piu’ divenne la francese “croissant” (a forma di luna crescente), sfornata per la prima volta da una pasticceria viennese di Parigi, in via de Richelieu 92.
Da non confondere con la “brioche” che non si presenta in forma di mezzaluna e divenne ingiustamente famosa per la frase di Maria Antonietta “Se non hanno pane, che mangino brioches!”. Una bufala, storicamente mai dimostrata, che pero’ costo’ la testa alla regina.
In Italia per lo piu’ si chiama “cornetto”, forse per rievocare ironicamente un piccolo tradimento coniugale, un peccatuccio di provincia.
Invece tipicamente ed esclusivamente anconetana e’ la “polacca”.
Con la sua farcitura di marzapane si dice che sia stata introdotta in citta’ dalle truppe polacche al tempo della liberazione di Ancona e subito da tutti molto apprezzata (gli anconetani, che allora erano ridotti allo stremo e non avevano pane, furono nutriti dai cornetti polacchi… Maria Antonietta aveva dunque visto giusto).
E’ altamente sconsigliato chiedere una “polacca” in un bar non di Ancona.
Una volta, impulsivamente, in un bar di Roma, ordinai un cappuccino ed una “polacca” ed il barista, con la solita sagacia dei veraci abitanti dell’Urbe, mi disse: “la polacca nun ce l’ho, ma nel viale qui vicino ce so’ le niggeriane…"